Incisioni rupestri

Nascoste tra le pendici del Monte Baldo che si affacciano sul lago, all’altezza di Garda e Torri del Benaco, sono presenti vere e proprie lavagne naturali sulle quali, dalla preistoria ad oggi, gli uomini hanno lasciato incisi dei messaggi, alcuni ancora indecifrabili…

Si tratta di lastroni di pietra levigati dal ritiro dei ghiacciai nel 10.000 a.C. Cacciatori, pastori o con molta probabilità, truppe militari in transito, hanno immortalato su questi liscioni di roccia scene di battaglie, cavalieri, navi, oscuri segni, simboli religiosi o antichi giochi. Ancor oggi si può percorrere questo interessante itinerario alla scoperta dei segreti messaggi che nascondono le incisioni rupestri.

Le più antiche risalgono all’età del Bronzo, 1500 a.C., ma l’abitudine di disegnare su queste rocce è perdurata sino ai giorni nostri. Le prime rocce incise furono scoperte nel 1964 nella zona di S. Vigilio, ma ben presto si intuì che tutta la sponda veronese del lago era interessata da questo fenomeno.

Ad oggi, sono state catalogate più di 250 rocce e almeno 3.000 figure e se ne trovano sempre di nuove, anche nei territori di San Zeno, Costermano e Malcesine per una superficie totale di circa 40 kmq.

Spuntano qua e là figure umane stilizzate, uomini rappresentati con la testa direttamente legata alle gambe, il più delle volte però armati e sessuati: si tratta di guerrieri, alcuni anche a cavallo, come si può osservare nella Pietra dei Cavalieri in località Brancolino, a circa un km da San Vigilio. Sul lastrone di roccia, sono ritratti ben 12 cavalieri armati rivolti a sud. La famosa pietra di Castelletto di Brenzone riproduce ben 73 accette e 8 pugnali e si può datare all’Età del Bronzo. Ora è custodita nel Museo di Storia Naturale di Verona. Le armi sono il soggetto più frequente, assieme alle imbarcazioni, come nella famosissima Pietra delle Griselle di Torri del Benaco, che prende il nome proprio dalle scalette della imbarcazione stessa, dette griselle in termine marinaro. Di sicuro gli uomini avvistavano dalle pendici del Monte Baldo barche e navi, le quali non erano solo velieri, ma anche piroscafi a motore, che datano questi segni di artisti anonimi sino ai tempi moderni. Anche le croci sono un simbolo frequente, molte le rappresentazioni a carattere sacro, ma anche giochi e passatempi come il gioco del filetto, in dialetto merler, che somiglia un pò al gioco del tris, giunto nel nostro territorio con il Medioevo.

Per osservare al meglio le incisioni suggeriamo la luce del mattino e, affinché si possano distinguere meglio, consigliamo di bagnarle con un po’ d’acqua.

Nella mappa viene visualizzato il punto di partenza: le incisioni rupestri coprono una vasta area.



Indirizzo: da Garda, seguire la Gardesana in direzione Torri del Benaco, e imboccare la "Via dei Castei", una strada sterrata sulla destra, prima di arrivare a Punta S. Vigilio. Da Torri del Benaco, dalla Gardesana risalire la strada per Albisano per circa 1 km e, al primo tornante, imboccare Via Bellini.


Per maggiori informazioni
: Iat Torri del Benaco, Viale Fratelli Lavanda - Telefono e Fax 0457225120 – E-mail: iattorri@provinciadiveronaturismo.it

Presso l'ufficio Iat è disponibile anche una mappa degli itinerari alle incisioni rupestri.



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