Castello di Soave

Tipica costruzione militare del Medioevo sorge sul Monte Tenda in una posizione strategica, che gli permette di dominare la vasta pianura sottostante, e di grande effetto visivo, permettendo di ammirare uno dei più bei panorami dei Monti Lessini e della Pianura Padana.

Cenni storici: il castello è costituito da un alto Mastio attorno al quale ruotano i giri delle mura che raccolgono tre cortili di forme, dimensioni e livello differenti scendendo con armonia fino ad abbracciare tutto il borgo medioevale. La sua origine risale all'Alto Medioevo e sorge forse sulle rovine di un antico fortilizio romano. In alcuni documenti risalenti al X secolo e in un diploma di Federico Barbarossa risulta che appartenesse ai Conti Sambonifacio di Verona, mentre nel 1237 ne era proprietaria la famiglia Geppi che, trasferitasi in Lombardia, nel 1270 lo cedette al comune di Verona. L'importanza del castello crebbe notevolmente sotto la dominazione degli Scaligeri che lo rinnovarono e restaurarono considerandolo una solida fortezza militare in posizione strategica. Nei secoli si verificarono numerosi scontri per il suo possesso come nel 1338, quando Rolando de' Rossi da Parma, generale dei veneziani, dopo aver messo a soqquadro il territorio di Soave, si impadronì del castello. Dopo una breve lotta nella quale però persero la vita 400 soldati scaligeri, il castello fu ripreso da Mastino II della Scala. Nel 1379 Cansignorio fece restaurare il castello e cinse di mura merlate il borgo. Nel 1556 divenne proprietaria del Castello la famiglia Gritti che lo trasformò in fattoria. Venne infine restaurato e riportato alle sue forme originali tra il 1889 e il 1897 dal nuovo proprietario Giulio Camuzzoni, senatore del Regno d'Italia. Attualmente il Castello è meta di numerosi visitatori.

La visita: l'ingresso principale si trova a settentrione, munito di ponte levatoio e protetto da una torre possente sulla quale campeggia una scultura di San Giorgio. Oltrepassato il ponte levatoio si entra nel primo cortile (mq 1163,90) realizzato dai veneziani nel XV secolo al cui interno sono presenti i resti di una chiesetta di modeste dimensioni, a tre absidi, risalente al X secolo. Attraverso una porta munita di saracinesca si accede al secondo cortile detto "della Madonna" per la presenza di un affresco, datato 1 giugno 1321, raffigurante la Vergine nell'atto di proteggere i fedeli inginocchiati ai suoi piedi. Tramite una scaletta metallica che supera un dislivello con funzione difensiva, si accede al terzo cortile in cui si erge il Mastio, che rappresentava l'ultimo baluardo di difesa e che fu probabilmente luogo di prigione e tortura come dimostrano le ossa umane ritrovate in seguito a lavori di restauro. Nell'archivolto della porta d'accesso sono incisi i nomi degli uomini, condottieri e soldati a cui fu affidata la difesa del castello. A sinistra della porta si può osservare un affresco del 1340, raffigurante uno scudo con la scala a quattro gradini, simbolo degli scaligeri, sostenuta da due cani rampanti e sullo sfondo un guerriero seguito da una schiera di soldati con bandiera scaligera. Al centro del cortile è presente un pozzo antico quanto il castello mentre un pò più a destra si trova una stanza ad archivolti sostenuti da colonne asimmetriche destinata al corpo di guardia. Per mezzo di una scala esterna è possibile raggiungere la Casa medioevale, ovvero l'abitazione del Signore o del suo rappresentante. La scala conduce nella stanza centrale detta "La Caminata", per la presenza di un grande camino, che era l'equivalente del nostro soggiorno. Al suo interno vi sono cassapanche e sedie mentre in una credenza sono esposti cocci di stoviglie rinvenuti nella necropoli del territorio. Da qui si accede al piccolo cortile pensile racchiuso da una cortina merlata a semicerchio dotata di piombatoi e feritoie per le armi. Da una porta a sinistra del camino si accede alla stanza da letto in cui è presente un affresco raffigurante il Cristo crocefisso, la Madonna e la Maddalena. Vi è poi la sala da pranzo, con tavola apparecchiata, una bellissima credenza, un pregevole candelabro in ferro battuto pendente dal soffitto e appesi alle pareti i ritratti di Lucia della Scala e del Conte Serego. Da questa stanza ci si trasferisce in una stanzetta sulle cui pareti sono raffigurati cinque ritratti: Mastino I, fondatore delle fortune dei della Scala; Cangrande, personaggio più illustre della casata; Dante Alighieri, il sommo poeta; Taddea da Carrara, moglie di Mastino II; Cansignorio della Scala, che fece restaurare e ampliare il Castello, lo circondò di mura e fece costruire il Palazzo di Giustizia ed il Palazzo Scaligero. Attraverso una porta strettissima si arriva infine ai "cammini di ronda", angusti ma protetti, che permettono di salire sul Mastio e di godere di uno dei più bei panorami della zona.


Al Castello si accede per mezzo di due strade: una pedonale (via Castello Scaligero) che sale dalla centrale P.zza Antenna e l'altra rotabile, che risale dolcemente le pendici del colle.
In orario di apertura del Castello è disponibile un ampio parcheggio.

Al Castello si accede per mezzo di due strade: una pedonale (via Castello Scaligero) che sale dalla centrale P.zza Antenna e l'altra rotabile, che risale dolcemente le pendici del colle. In orario di apertura del Castello è disponibile un ampio parcheggio.


Indirizzo: Via del Castello - 37038 Soave (VR).

Orari:
 (estivo) dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 -  (invernale) dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:00. Chiuso il lunedì non festivo.

Chiuso dal 30 Giugno all' 11 Luglio 2014.

Prezzi:  7,00 € adulti - 5,00 € adulti in gruppo di almeno 25 persone - 4,00 € scuole superiori e bambini - 3,50 € scolaresche.

Telefono Custode:
045 7680036

Fax: 045 7680036

Per maggiori informazioni: Iat Est Veronese, Foro Boario, 1 – Soave – Telefono e Fax: 0456190773 – E-mail: iat@estveronese.it

 

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