Caldiero


Il nome di questa piccola località dell’Est Veronese deriva da “Calidarium”, termine usato dai Romani per indicare le due fonti d’acqua magnesico-solforosa che affiorano in questa zona e che ancora oggi fanno parte delle “Terme di Giunone”, uno splendido parco immerso nel verde, a pochi chilometri dalla città, che, oltre a questi bagni termali ancora funzionanti, offre moderni impianti notatori e sportivi.

Nel 1206 quest’area, da proprietà della chiesa, diventa del comune, e in seguito, dopo l’egemonia di Ezzelino da Romano, passa a far parte dei possedimenti di Alberto I della Scala. Sicuramente trascurate durante gli anni medievali, sotto il dominio veneziano queste sorgenti acquistano lustro e diventano meta di villeggiatura esclusiva per gli aristocratici del tempo.
Dopo la vittoria delle truppe napoleoniche ai danni dell’esercito austriaco nel 1796, si suppone che i soldati francesi abbiamo immerso i loro cavalli feriti nella vasca termale semicircolare con l’intento di curarli. Per questo motivo, da allora, questa sorgente con acqua a 27 gradi di temperatura, viene denominata “Il bagno della Cavalla”. L’altra, il “Bagno della Brentella”, è quella principale ed un tempo era dedicata alla donne. La sorgente è cinta da un muro circolare e mantiene una temperatura costante di 30 gradi.

Oltre a questo paradiso termale, da ricordare sono la Parrocchiale ottocentesca che sorge nell’antico nucleo, Villa Da Prato, lasciata in eredità al comune dal 1946, la Cà Rizzi, d’impianto cinquecentesco e restaurata nel corso del 1700 e, a nord dell’abitato, la chiesetta romanica con affreschi del trecento di S.Pietro in Colle.

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