Sant'Ambrogio di Valpolicella


A parte il villaggio neolitico individuato in località Passo del Piccon, le testimonianze preistoriche nel territorio di Sant'ambrogio risalgono per lo più all'età del Bronzo e del Ferro (Ca' Verde, Domegliara, Sant'Ambrogio, San Giorgio).

La presenza romana è documentata dai numerosi rinvenimenti di sepolture, di iscrizioni funerarie e di ex-voto, e dalla presenza di resti di strutture abitative (Sant' Ambrogio). Già in età romana la zona di Sant'Ambrogio era nota per le attività legate all'estrazione e alla lavorazione dei calcari veronesi. Il luogo più significativo per la continuità dell'insediamento dall'età preromana (villaggio arusnate) fino ad oggi, è San Giorgio di Valpolicella. Sempre a San Giorgio, all'interno della pieve romanica, si trova il ciborio di Maestro Orso, uno degli esempi più alti dell'arte longobarda nel veronese. Trecentesca è la chiesetta di San Zeno in Pulia, in località Grola.

La cultura della villa è ben rappresentata anche nel territorio di Sant' Ambrogio: Villa Serego Alighieri a Gargagnago e Villa Nichesola a Ponton sono tra le più importanti della Valpolicella. L'attività di estrazione, lavorazione e commercio dei calcari, favorita dalla vicinanza di una comoda via d'acqua qual è l'Adige, è continuata nei secoli: dai lapicidi d'età romana, ai maestri medievali, alle famiglie di cavapietre e scalpellini che dal '400 sono attive nella zona.

Oggi Sant'Ambrogio, con la vicina frazione di Domegliara, è un centro rinomato in tutto il mondo per i suoi marmi e per le industrie dedite alla loro lavorazione.

(9.112 abitanti su una superficie di 23,50 kmq)
Ha come frazioni: Gargagnago, San Giorgio, Domegliara, Ponton.

Il Villaggio Arusnate

Sul declivio dietro l'abside orientale della pieve di San Giorgio è stato messo in luce un insediamento della tarda età del Ferro. Il ritrovamento più antico (inizi del IV sec. a.C.) è una cisterna, scavata nella roccia, forse legata all'attività di lavorazione dei metalli che si svolgeva in un adiacente laboratorio (in seguito venne interrata).
L'altro ritrovamento consiste nelle fondazioni di una casa-laboratorio (fine del IV sec. a.C.) in cui si lavorava il bronzo per produrre monili e il ferro per ricavarne attrezzi da lavoro. Dalle tipologie degli oggetti ritrovati si può ipotizzare che gli abitanti di questo insediamento appartenessero alla primitiva popolazione della Valpolicella, gli Arusnates.


Da non perdere: vai alla scheda della Pieve di S. Giorgio Ingannapoltron


Informazioni utili
www.comune.santambrogio.vr.it
Iat Valpolicella

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