Sant'Anna d'Alfaedo


Il termine "Alfaedo" sembra derivare dal Latino fagetum (= faggeta), per la presenza in passato di boschi di faggio nella zona.
Il Comune di Sant'Anna si estende interamente nella zona dell'alta Valpolicella, sovrastata e delimitata verso Nord dall'imponente mole del Corno d'Aquilio.

Le prime testimonianze della presenza umana risalgono a circa 120.000 anni fa (Paleolitico Inferiore). Numerosi i reperti, riferibili ad un'epoca più recente, rinvenuti nella zona del ponte di Veja. Di notevole importanza sono gli abitati d'altura che nell'età del Bronzo e poi del Ferro sorgevano sul Monte Loffa, alle Guaite, sul Monte San Giovanni, a Ceredo, a Fosse. In epoca romana la zona era sfruttata per l'alpeggio. Numerose monete romane sono state trovate in tutti i principali centri, mentre a Cona sono state rinvenute due tombe romane del III secolo d.C. E' probabile che la zona sia stata abitata anche dai Longobardi.

Sant'Anna è citata per la prima volta in documenti dell'XI secolo, quando la zona del Monte Loffa era soggetta al Monastero di San Zeno di Verona. Un documento del 1166 nomina la contrada di Zivelongo. Nella seconda metà del XIII secolo si forma il comune di Cona con Alfaedo e Ceredo. Nel 1404 il comune si sottomette alla Repubblica di Venezia. Nel 1454 è documentata per la prima volta la chiesa di San Giovanni in Loffa. La peste del 1631, come accade in tutta la Valpolicella, dimezza il numero degli abitanti. Nel 1820 gli Austriaci uniscono il comune di Cona, Alfaedo e Ceredo a quello di Breonio, ponendo la sede comunale a Fosse, situazione che dura fino all'annessione del Veneto al Regno d'Italia nel 1866, quando la sede comunale viene trasferita a Sant'Anna. Nel 1928 nasce il Comune di Sant'Anna d'Alfaedo. Negli anni '60 per opera di Francesco Zorzi, insigne studioso veronese, viene istituito il Museo di Storia Naturale che dal 1997, trasferitosi nella nuova sede, è divenuto il Museo Paleontologico e Preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo.

(2.462 abitanti su una superficie di 43,72 kmq)
Ha come frazioni: Cerna, Fosse, Ceredo, Giare.

Il Corno d'Aquilio

Il Corno d'Aquilio (1545 m) assieme al Corno Mozzo (1535 m) segna il limite settentrionale della zona dell'alta Valpolicella. Il termine "aquilio" viene fatto derivare dal Latino aquilus e cioè "scuro, fosco". Si tratta del punto più elevato dell'enorme lastrone calcareo che, innalzatosi nel corso dell'era terziaria (30 milioni di anni fa) ed eroso successivamente, ha dato origine al territorio della Valpolicella.

Dalla cima del Corno si può ammirare un bellissimo panorama sul sottostante altipiano di Fosse e Sant'Anna d'Alfaedo, sul versante orientale del Monte Baldo e sulla Val d'Adige fino al Lago di Garda.

In prossimità dell'altipiano sul versante nord-orientale del Corno d'Aquilio si apre uno degli abissi carsici più profondi del mondo, la Spluga della Preta.
Essa si presenta come una dolina ad imbuto che dà accesso ad una serie di pozzi, cavità e meandri fino a raggiungere la profondità di circa 1000 metri.
La Spluga della Preta, formatasi in seguito all'azione erosiva dell'acqua sulle rocce calcaree che costituiscono il Corno d'Aquilio, fu esplorata per la prima volta nel 1925.



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